LA STORIA DEI SANDALI CAPRESI: DALL’IMPERATORE TIBERIO AD OGGI

La storia dei Sandali capresi: dall’Imperatore Tiberio ad oggi

La storia dei sandali capresi affonda le proprie radici sin dall'antichità, si tratta infatti di modelli con origini antichissime, evoluzione delle prime calzature indossate dall'uomo per proteggere i piedi dalle intemperie e dalle asperità del terreno. I primi sandali ante litteram, necessari per proteggere i piedi, si sono arricchiti soltanto in seguito di attributi legati alla moda e al gusto delle persone. La prima testimonianza storica che abbiamo del sandalo risale al periodo egizio: nella cosiddetta "tavoletta di Narmer", il mitologico faraone Narmer, dove è raffigurato uno schiavo che porge dei sandali al faraone (3000 a.c.).

Se i popoli del deserto sono stati i primi ad avere i sandali “a infradito” con la suola molto larga per non affondare nella sabbia, fonti storiche e iconografiche ci dicono che anche i romani all'epoca sfoggiavano una ventina di modelli diversi di sandali che davano luogo ad altrettante tendenze. Da qui, ovviamente parte, in particolare, la storia dei sandali capresi.

 

I Sandali capresi al tempo degli antichi Romani
 

La storia dei sandali capresi ha inizio con l’arrivo dell'imperatore Tiberio che visse sull’isola di Capri gli ultimi anni della sua vita. All’epoca l’imperatore indossava dei sandali con suola rigida e con strisce di pelle che avvolgevano la caviglia. La creatività degli abili artigiani isolani, nel corso degli anni, ha sviluppato un design e uno stile inconfondibili: i modelli non sono tanto diversi da quelli che venivano portati ai tempi di Tiberio: suola piatta e strisce di pelle sapientemente intrecciate, ma sono oggi arricchiti con sfumature di oro o argento, o nelle tinte turchese, rosa e nei colori più personalizzati. La moda, l’inventiva e le inevitabili evoluzioni hanno aggiunto esemplari sempre più rari e stravaganti, con tacchi bassi o piccole zeppe e tomaie decorate. Perle, pietre dure, strass dalle fogge più svariate e dai mille riflessi rendono i sandali sempre più preziosi, eleganti e ricercati.

I sandali capresi conquistano il mondo della moda nei primi anni '40 grazie ad una felice intuizione di Diana Vreeland, direttrice della rivista Vogue America. Diane fu rapita dal fascino irresistibile di un paio di sandali infradito indossati da una schiava raffigurata in una pittura murale negli scavi archeologici di Pompei. Nel corso del suo viaggio in Campania la Vreeland arrivò a Capri e scoprì che sull'isola c'erano artigiani in grado di realizzare a mano quei sandali che lei definì subito come prodotto dall'eleganza unica.
 

I Sandali capresi e la "Dolcevita"
 

Gli anni Cinquanta sono stati per l'Italia l'età dell'oro, un periodo di vitalità ed amore per gli eccessi che prenderà il nome di "dolce vita", dal famoso film di Federico Fellini. Nell'Isola di Capri quest'epoca d'oro è possibile riscontrarla ancor prima col finire della Seconda Guerra Mondiale. Mentre il mondo ancora curava le proprie ferite e mezza Italia era in macerie, le prime avanguardie di gaudenti, dei rampolli di ricche famiglie, avventurieri e viaggiatori affollavano Capri desiderosi di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra e di stordirsi con il divertimento, cercando relax su una sdraio e sorseggiando vino sul belvedere di Tragara. Capri era una meta irrinunciabile perché rappresentava un concentrato di ciò che di più bello si trovava in Italia: arte e natura.

 

L'isola era ricovero felice per intellettuali, scrittori, politici ed artisti, in Piazzetta sedeva Galeazzo Maria Alvise Emanuele Ruspoli, duca di Morigliano e signore della movida caprese, che girava per via Camerelle con abiti sgargianti e con un corvo appollaiato sulla spalla. Al Quisisana sorseggiava un caffè Edda Ciano, figlia del duce, ma anche Pietro Badoglio o Curzio Malaparte. Per strada chiacchieravano nervosamente Alberto Moravia e sua moglie Elsa Morante, e sulla costa si scorgeva il panfilo "Cristina" di Jackie Onassis con a bordo Maria Callas e un 84enne Winston Churchill. Qui arrivarono Grace Kelly, Soraya e tante donne icone di stile ed eleganza. Tutte indossavano un paio di sandali capresi. Sandali che oggi sono  famosi in tutto il mondo per la loro semplicità e bellezza; attori, attrici e tanti altri personaggi che in passato hanno frequentato o frequentano l'isola, hanno reso innegabilmente famosa nel mondo questa calzatura frutto di un lavoro esclusivamente artigianale.
 

I Sandali capresi come icona di lusso e italianità
 

È nel 2009 che, da un’idea di Tonino Cacace, nasce Capritouch, un progetto che coinvolge vari settori come moda e artigianato avendo come prodotto di riferimento il famoso sandalo caprese. Mariorita, la storica boutique del Capri Palace Hotel & Spa, racchiude al suo interno un vero e proprio laboratorio, dove cresce e si arricchisce da ben nove anni l’esclusiva linea Capritouch. La linea Uomo e Donna Capritouch, disegnata in esclusiva dallo stilista Luciano Esposito, nasce infatti dallo studio degli archivi degli anni Cinquanta e Sessanta, recuperandone linee e suggestioni. Il marchio rievoca, in maniera inevitabile, i laboratori artigianali, insieme con le sarte e i ciabattini che realizzano i “classici souvenir d’un tempo” ma fatti su misura in base alle scelte e ai gusti di clienti.

 
 

   



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